DOSSIER SQUALI

In primis  dico che Peppe sta facendo un ottimo lavoro riguardo al suo sito.

Tempo fa  aveva pubblicato sul  sito il film “Lo Squalo” che in inglese viene tradotto con “Jaws”(mandibole).

Chi non s’impressiona di gambe che cadono sul fondale marino, di corpi e scheletri che fanno vedere le ossa dove dalla bocca escono vermi? Chi non s’immedesima nella ragazza che fa lo sci d’acqua mentre dietro di lei spunta una pinna o in una signora che si fa esplodere sul motoscafo.? A voi tutti che non vi fate di questi problemi, vi consiglio di vedere i quattro film dedicati al predatore più pericoloso e allo stesso tempo più affascinante del mondo marino: lo squalo.
 

Già dalla mai introduzione avrete notato quanto mi affascina l'argomento. Non parlerò del film perché già Peppe ha fatto un buon lavoro al riguardo. Entrerò proprio nell’oggetto dell’argomento .

Lo sapevate che lo squalo ha una vista limitata e un olfatto più sviluppato di quello di un cane? Lo sapevate che in realtà la carne umana non rientra nella sua dieta? Certo, con questo non voglio dire che lo squalo non attacca l’uomo, anzi ogni hanno vengono registrati diversi attacchi di squalo nei confronti di un umano.

Tutti gli squali hanno uno scheletro cartilagineo e delle forti mascelle di dimensioni medio-grandi. Il loro corpo è affusolato, con testa appuntita e grande apertura di mascelle. Presentano 5 (in alcune specie 6 o più come gli Hexanchiformes) fessure branchiali ai lati della testa. Oltre all'appuntita e triangolare pinna dorsale, possiede un paio di pinne pettorali, un paio di pinne pelviche, una seconda pinna dorsale, una pinna anale ed una pinna caudale eterocerca epicerca (avente un lobo superiore più sviluppato dell'inferiore) dalla forma caratteristica.

La pelle degli squali è costituita da dentelli dermici, cioè scaglie placoidi, che presentano la medesima struttura di quelli che compongono i filari mandibolari. La particolare forma e la disposizione garantiscono al predatore marino una eccezionale idrodinamicità oltre che una efficace protezione verso parassiti.
La caratteristica dentatura dello squalo è pur'essa costituita da dentelli specializzati, ancorati mediante tessuto connettivo, che sottoposti a forte usura vengono costantemente sostituiti. L'arco dentario è infatti costituito da 3 o 4 file di denti che avanzano e si dispongono all'utilizzo via via che l'animale ne abbisogna.
Proprio la dentatura dello squalo ci racconta le sue abitudini alimentari, infatti la forma e la disposizione dei denti indicano quale preda visita più spesso le mandibole del predatore. Denti aguzzi e fitti, come quelli dello squalo Toro (Carcharias taurus), sono specializzati nella cattura di pesci di piccola dimensione; quelli tozzi e larghi sono idonei alla consumazione di crostacei coriacei, proprio come quelli che albergano nelle fauci dello squalo Tigre (Galeocerdo cuvier).

Attualmente si conoscono circa 500 specie di squali, che vanno dal piccolo squalo pigmeo e squalo sigaro, lunghi 20 centimetri al gigantesco squalo balena, un pesce filtratore lungo fino a 14 metri.

Una delle ultime caratteristiche dello squalo che si è scoperta è la sua sensibilità ai campi magnetici grazie ad alcuni recettori che si trovano collegati ai pori del muso. Il vero organo capace di questa caratteristica è il complesso formato dalle ampolle di Lorenzini. Il funzionamento è molto simile al labirinto che c'è nell'orecchio umano, in quanto alcune ciglia immerse in un gel vengono sollecitate da questa variazione di campo grazie all'azione di una pompa protonica e quindi suscettibili ad un gradiente elettrochimico. Da alcuni esperimenti fatti in mare aperto, si è visto che lo squalo utilizza tutti i sensi ma solo alcuni li attiva a distanze più prossime alla preda. Infatti se da lontano prevale l'odore e magari del sangue di una ferita, e logicamente la vista, da vicino se l'acqua si fa torbida e deve procedere alla cieca fa proprio affidamento a questo sistema che gli permette di serrare la mascella a colpo sicuro.

 

Esistono moltissime specie di squali. Ma mi limiterò ha parlare di solo due specie: il Carcharodon carcharias(squalo bianco) e il Carcharias taurus(squalo toro).

 

Il Carcharodon carcharias

... è lo squalo bianco. Protagonista dei quattro film. È una specie sempre massiccia, seppure di corporatura variabile. Muso di forma conica, un po' bombato nella parte inferiore. Occhio scuro e rotondo. Cinque fessure branchiali. La pinna caudale è grande, di forma "lunata", avendo il lobo inferiore lungo quasi quanto il superiore. Il peduncolo caudale è depresso in senso dorso-ventrale, in modo da formare due ampie carene sui lati. Colore bianco nella parte inferiore del corpo, variabile dal grigio al blu nella parte superiore. Talvolta nero. La linea di separazione tra le due colorazioni è netta e frastagliata. La pelle dello squalo non è ricoperta di scaglie, ma di dentelli appuntiti, che misurano qualche decimo di millimetro fino ad 1cm, sono costituiti di dentina ricoperta di smalto; hanno come funzione principale quella di far scorrere l'acqua lungo il corpo dello squalo, inoltre lo proteggono dai parassiti. Lo squalo bianco percepisce le vibrazioni sonore a grande distanza; è in grado di rilevare una goccia di sangue diluita in migliaia di litri d'acqua. Inoltre, come gli altri squali, può percepire dei debolissimi campi elettrici e bio-elettrici generati dall'attività motoria delle sue potenziali prede. Deve questa capacità a due particolari organi sensoriali, il primo posto sull'estremità del muso chiamato "ampolle di Lorenzini", il secondo chiamato linea laterale. Una peculiarità del Carcharodon carcharias risiede nella temperatura sanguigna. Infatti questa specie di squalo ha la temperatura del sangue sempre più alta rispetto alla temperatura dell'acqua circostante. Questo permette allo squalo di avere sempre tutto l'apparato motorio (muscoli) ben ossigenati e quindi sempre pronti a scattare a velocità predatorie di anche 25 nodi. Lo squalo bianco nuota normalmente a 2/3 nodi. Non ha struttura sociale nota, anche se più squali bianchi, occasionalmente nei periodi della riproduzione, possono ritrovarsi nella stessa area. Non è verosimilmente un animale "stupido" e manifesta un certo grado di curiosità. È stato osservato con la testa fuori dall'acqua, nell'evidente intento di guardarsi intorno. Lo squalo bianco è un cacciatore de-specializzato, e la sua dieta può variare molto a seconda della zona in cui vive. In mediterraneo caccia tonni, pesce spada, tartarughe di mare, altri squali, delfini. Non disdegna neppure le carcasse di grandi cetacei. In altre parti del mondo può, ad esempio, cibarsi prevalentemente di foche o leoni marini. Lo squalo bianco caccia con una tecnica simile all'agguato, senza girare intorno alle sue prede, ma sorprendendole da sotto. La velocità in risalita, durante la predazione, gli è consentita dal fatto che lo squalo è privo della vescica natatoria organo idrostatico presente nei pesci ossei e che serve per poter stare a profondità variabili. Si è ritenuto, per molto tempo, che la vista giocasse un ruolo secondario nella predazione, ma si è capito recentemente che gli squali bianchi e, verosimilmente, molte altre specie predatrici, hanno una vista molto acuta, su cui fanno grande affidamento. La perdita parziale o totale della capacità visiva può compromettere le possibilità di sopravvivenza dell'animale: infatti nel momento del morso esso protegge i suoi occhi ruotandoli all'indietro fino a farli sparire dalle cavità oculari, a differenza di altre specie di squali che sono invece provviste di una protezione naturale chiamata membrana nittitante, che si alza come se fosse una palpebra, ma dal basso verso l'alto, con lo scopo di coprirne l'occhio, proprio per evitare qualsiasi lesione.

È tra gli squali più pericolosi per l'uomo, insieme allo squalo tigre e allo squalo Leuca (Carcharhinus leucas). Tuttavia, la sua pericolosità assoluta è comunque molto bassa, con (dato riferito al Mar Mediterraneo) 31 attacchi negli ultimi due secoli, non sempre fatali. È da considerare comunque che molti attacchi, specie in passato, non sono mai stati segnalati. È anche bene ricordare che molti degli attacchi di cui tanto si parla in America e Australia vengono effettuati non per aggressività dell'animale ma perché spesso confonde le sagome delle sue prede con quelle dei bagnanti e surfisti.

 

Il Carcharias taurus

Questo grande e tozzo squalo vive lungo le acque continentali. Occasionalmente entra in fiumi e laghi ed è per questo che è conosciuto anche come squalo Zambesi e squalo della lago Nicaragua. È stato anche scambiato con il rarissimo squalo del Gange. Lo squalo Toro può tollerare acque con altissime concentrazioni di sale ma anche acque dolci ed è stata registrata una migrazione di oltre 2 mila 800 chilometri su per il Mississippi e una di 4 mila chilometri su per il fiume dell'Amazzoni. Può incontrare, attaccare e nutrirsi di esseri umani. Sono stati registrati molti attacchi ed è considerato più pericoloso dello squalo bianco e dello squalo tigre. Lo si può incontrare comunemente vicino alle coste e agli estuari, in aree marine con acque basse da pochi fino a 30 metri. Si nutre di qualsiasi cosa riesca a catturare, compresi squali, razze, pesci, tartarughe, uccelli, delfini, molluschi, crostacei, e di qualsiasi cosa cada in mare, come gatti, cani, topi, persone, ecc. Ha un muso tondeggiante con piccoli occhi. È viviparo e sceglie gli estuari come zona nursery per i piccoli. La gestazione dura quasi un anno. Proprio per il fatto di vivere vicino alla costa, nei fiumi e nei laghi, questo squalo è sottoposto ad un forte stress di pesca. Mi dispiace per coloro che sono amanti degli squali, ma devo dirvi che questo squalo è forse più pericoloso dello squalo bianco.  Lo so vi ho fatto cadere un mito. So che speravate che in cima alla classifica ci fosse lo squalo bianco, ma purtroppo lo squalo toro, come aggressività supera di poco lo squalo bianco. Lo squalo bianco però rimarrà sempre il numero uno tra gli squali.


Dossier a cura di Roberto Giordano (Shonny)
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